Ciao a tutti, cuori verdi!

Vi avevamo promesso che avremmo presto condiviso con voi le nostre esperienze con la polvere di henna, allora eccoci qui riunite 4 ecobiogirls red-head: Alessandra, Stefania, Flavia e Vanessa.

Trovate qui le origini sulla pianta Lawsonia Inermis.


Ho usato innumerevoli marche di henna, ma oggi vi riporto la mia esperienza con solo due di essi che ho utilizzato assieme, qualche giorno fa:

Hennè Indiano MDH

  • Prezzo: 2.90 euro
  • Reperibilità: si trova da Zenstore o nei negozietti etnici
  • Inci: foglie secche macinate di henna Lawsonia Inermis
  • Quantità: 100gr
  • PAO: data di scadenza é riportata dietro la confezione

Miscela con robbia di Phitofilos

  • Prezzo: 11,90 euro
  • Reperibilità: acquistata da SognoBio
  • Inci: Rubia Tinctorum Root powder, Rheum Officinale root powder, Lawsonia inermis leaf powder, Cassia Obovata Leaf powder.
  • Quantità: 150 g
  • PAO: 12 M. La data di scadenza del prodotto integro, si trova sul fondo della confezione.
  • 100% NATURALE CERTIFICATO

Trovate sul retro della busta le istruzioni su come usarla e la cromatografia ottenuta su lana bianca vergine (ovvero il colore che otterete sui vostri capelli bianchi)

Il bello del henné è che dà sfumature diverse in base al vostro colore di partenza!

Stefania – La mia esperienza

Premetto che sono castana scura e data la mia etá ho alcuni capelli bianchi.
Amo i toni freddi: mogano, prugna, ciliegia ecc… Ovvero quelli violacei che ottengo facilmente, essendo di base appunto bruna.
Per questo ho scelto HENNE MDH che viene Impiegato per fare i tatuaggi ( l’ hennè per tatuaggi è molto più fine e di qualità) ed ho aggiunto la miscela ROBBIA PHITOPHILOS per intensificare i riflessi rossi.

La Robbia, anche conosciuta come Garanza, è un erba tintoria che colora di rosso. Aggiunta all’hennè ne intensifica il colore facendolo virare a toni ciliegia intenso.
In Ayurveda è una pianta nota con il nome di Manjistha. Essa favorisce la guarigione dei tessuti cutanei affetti da lesioni o infezioni. Disintossica e nutre allo stesso tempo. È utile per alleviare il prurito provocato da ezcema, psoriasi, dermatiti, vitiligine e acne.
Comunemente si utilizza per schiarire le macchie scure della pelle ed altri tipi di discromie.

Henné rafforza molto i capelli donando corpositá e un bellissimo colore. Siccome io ho la cute grassa, ma le punte secche, aggiungo sempre del miele all’impasto.

Procedimento

In una ciotola di plastica, (meglio non usate mai il metallo, per prudenza) ho versato 60gr di henné MDH e 40 gr di MISCELA robbia (ho i capelli corti); infuso caldo a filo (ma va benissimo solo acqua) a base di alloro, timo freschi e polvere di cannella, per tonificare e purificare il cuoio capelluto (se volete anche profumare la chioma e ottenere maggior volume, vi consiglio di aggiungere tre cucchiai di kapoor kachli).

Il Kapoor è una polvere dal profumo intenso, speziato (ricorda un pollo arrosto croccante, fumante e aromatizzato). Si addiziona a qualsiasi erba per via delle piacevoli note odorose.
Ma il Kapoor non è semplicemente una pianta profumata, ha anche note proprietà condizionanti e antisettiche. Stimola la crescita dei capelli e dona luminosità. Contribuisce a dare spessore al fusto del capello.

Ho mescolato sino ad ottenere un composto omogeneo e denso come uno yogurt greco.
Ho aggiunto, come dicevo sopra, due cucchiai di miele (nutre e idrata il capello e rende l’impasto molto più morbido e facile da spalmare); due cucchiai di aceto di mele per acidificare il composto e permettere che l’henné rilasci il colore più facilmente.
Ho coperto il tutto e lasciato riposare per circa sei ore in luogo asciutto.

A capelli puliti ma asciutti ho spalmato il composto, ovviamente usando i guanti, come si fa con una normale tinta.
Ho indossato una cuffia da doccia e sopra ad essa, un asciugamano apposito in microfibra (la microfibra è ideale per mantenere il calore ed asciugare i capelli con delicatezza), poi sono andata a dormire.

Alle 5 del mattino, ho risciacquato il tutto e sono andata a lavorare (la mia povera cervicale ha urlato pietà, ma il risultato è valso la pena).
Questa miscela ha coperto perfettamente i miei capelli bianchi donandomi un bellissimo riflesso mogano che si nota con la luce del sole.
Amo sperimentare varie miscele.
Sono anni che tingo i miei capelli con henné e pensandoci bene, é stato il mio primo prodotto di cosmesi naturale (all’epoca avevo circa 15 anni!).

 


Flavia – la mia esperienza

Ormai è da un paio di anni che faccio l’hennè e il capello non ha riscontrato che benefici! È effettivamente più forte e voluminoso, molto corposo alla vista!

Io uso il rosso caldo delle Erbe di Janas (4€ per 100g di polvere) perché io preferisco il tono caldo a quello freddo, inoltre avendo il colore di capelli di base castano scuro con riflessi ramati, l’hennè mi enfatizza questi riflessi e il risultato è molto naturale .

Il mio composto di base è fatto da acqua calda (spesso uso l’infuso di camomilla), quasi tutta la bustina (ho i capelli oltre le spalle) e limone (l’aceto puzza troppo), il tutto quanto basta per rendere il composto della consistenza giusta, né troppo liquido né troppo solido, e lascio ossidare tutta la notte.

La mattina aggiungo la robbia (un 4/5 cucchiai), il miele (2 cucchiai) e il gel d’aloe; spesso aggiungo anche kapoor e amla (un paio di cucchiai a polvere). Questa volta ho dovuto aggiungere anche il cacao e l’aroma di mandorla per dolci, perché mia madre odia letteralmente l’odore erboso dell’ hennè (rischio di essere cacciata di casa).

Stendo il tutto sui capelli (sia umidi che asciutti, il risultato è lo stesso) e aspetto quanto riesco a resistere, di solito un paio d’ore, dopodichè inizia a farmi male la testa.

Trascorso il tempo di posa, sciacquo bene il tutto. Gli esperti sardi Janas dicono che non è necessario fare lo shampoo, io però preferisco farne uno veloce e poi applico una buona dose di balsamo, perché sento le punte secche.

E questo è il risultato:

Per vedere il colore vero e proprio, bisogna aspettare circa tre giorni, perché il pigmento dell’ hennè si deve assestare e deve finire di ossidare all’aria.

 

Risultato


Vanessa – la mia esperienza

Anch’io da anni mi tingo felicemente con la polvere di henna. E’ stata una grande rivelazione e non credo me ne separerò molto presto.

Ho usato varie marche di henna e quelle che preferisco e che continuo a ricomprare sono Zarqa e Khadi.

Zarqa henna

  • Prezzo: 2 euro
  • Reperibilità: si trova nei negozietti etnici, indiani e arabi
  • Inci: foglie secche macinate di henna Lawsonia Inermis. Origine Pakistan
  • Quantità: 100gr
  • PAO: data di scadenza é scritta su tutte le confezioni.
  • NON CERTIFICATO

Lo Zarqa è un hennè molto economico, ma di elevata qualità. La sua polvere è finissima e non contiene detriti (sabbiolina o paglietta). Si prepara con estrema facilità, perchè non crea grumi e regala un colore pieno.

Khadi henna

  • Prezzo: 7.30 euro
  • Reperibilità: si trova nei migliori e-shop, come LovingEcobio
  • Inci: foglie secche macinate di henna Lawsonia Inermis. Origine Pakistan
  • Quantità: 100gr
  • PAO: data di scadenza é scritta su tutte le confezioni.
  • CERTIFICATO ORGANICO BDIH

L’Hennè puro Khadi non contiene picramato di sodio o altri ingredienti: è solo pura Lawsonia Inermis.

Può essere mischiato con altre erbe e polveri per creare un colore del tutto personalizzato. Mescolato con Amla (uva spina indiana, ricca in vitamina C) si otterrà un rosso più intenso; mescolato con Indigo (tinta blu, quella che si usa per tingere il tessuto jeans) si otterrà una tonalità dal castano chiaro con riflessi rossi al castano scuro, mogano, nero, a seconda delle quantità impiegate e dalla base naturale di partenza.

KHADI Henna è decisamente il mio hennè del cuore.

Queste sono solitamente le fasi di preparazione che seguo per preparare la tintura di hennè:

  1. Utilizzo una busta intera di erba, ovvero 100 grammi, per la mia chioma medio-corta. La svuoto in una terrina in ceramica.
  2.  Aggiungo acqua bollente a filo mescolando di continuo con un cucchiaio di legno, sino ad ottenere una pasta densa e molle, (se si inclina la terrina, la pappa deve scivolare molto lentamente lungo i bordi).
  3.  Addiziono due cucchiai di aceto di mele ed uno di olio di lino biologici. A volte, aggiungo anche della polvere di radice di curcuma che sebonormalizza e regala discreti riflessi dorati.
  4. Con pazienza continuo a girare la pasta affinchè risulti liscia e con pochi grumi (qualcuno è normale che ci sia).
  5. Indosso guanti e grembiule in cotone o in tela cerata, come protezione, per evitare spiacevoli macchie sugli abiti e sulla pelle.
  6. Applico il composto così ottenuto, a testa in giù, sul lavabo, a capello asciutto, oppure umido precedentemente lavato con solo shampoo e tamponato con asciugamano, aiutandomi con un pennello professionale da tinta.
  7. Massaggio a mani piatte trascinando “la fanghiglia” su tutta la testa, assicurandomi di non lasciare alcun ciuffo scoperto.
  8. Avvolgo il capo con carta chellophan. Poi indosso una cuffia da doccia ed un berretto di lana per mantenere calore costante. Il calore fa attecchire meglio il pigmento al fusto.
  9. Inserisco del cotone idrofilo dietro gli orecchi, per scongiurare eventuale gocciolamento.
  10. Attendo  dalle 2 alle 3 ore massimo,durante le quali mi riposo, leggo o faccio i lavori di casa.
  11. Risciacquo abbondantemente. Riempio una bacinella d’acqua calda per mettere in ammollo la chioma infangata, qualche istante. E’ un modo efficace per rimuovere i residui di henna senza sprecare troppa preziosa acqua corrente.
  12. Faccio uno shampoo leggero, applico del balsamo sulle punte,procedo a risciacquo e asciugatura con phon o all’aria aperta, a seconda della stagione.

Vedi la corretta densità della pasta di henné

SOS hennè troppo liquido: nel caso foste alle prime armi, e vi trovaste a fare i conti con una pasta troppo liquida, potete ricorrere all’amido che addensa magnificamente. E’ sufficiente sciogliere in un pentolino, 2 cucchiai da tavola di amido di mais o di riso in 200 ml di acqua, continuando a mescolare, sino al bollore. Versare il gel così ottenuto nella terrina contenente l’henna e unire i due composti.

In alternativa, esiste il gel PASTELLANTE PHITOPHILOS, un prodotto funzionale per rendere più agevole la preparazione delle pastelle a base di erbe. E’ in sostanza una gelatina ecocertificata con estratto di Hamamelis Virginiana dalle proprietà ristrutturanti e lucidanti del capello. Grazie alla cellulosa vegetale che lo compone, questo gel permette di ottenere pastelle più cremose e omogenee, e tampona l’antipatico sgocciolamento che talvolta si verifica durante la nostra fase di posa.

Quello che si dice e si tace sull’hennè

A volte sostituisco il succo di limone o di altro agrume (arancia o bergamotto) all’aceto di mele. Il limone dona sfumature più chiare, mentre l’aceto più scure. L’aceto viene usato nelle fabbriche di tessuti, per far attecchire il colore agli abiti o ai tendaggi: il tessuto viene tenuto in ammollo per una notte nell’aceto che agisce anche da ammorbidente. Rilassa le fibre rendendole più elastiche. Così fa anche sui nostri capelli, li rende morbidi morbidi, per via della sua acidità.

Consiglio vivamente di prestare attenzione a non macchiarsi mani e abiti, durante l’applicazione. Il pigmento henna è arancione e difficile da rimuovere. Vi dovesse capitare di sporcarvi, utilizzate del buon latte detergente od una potente acqua micellare, sfregando un pochino. In 2-3 giorni, le macchie scompaiono. Io indosso sempre un grembiule in tela cerata, oppure un sacco nero per l’immondizia e vecchi giornali. Quando mi henno sembro una senzatetto.

La pasta inoltre non deve asciugarsi; fate attenzione che l’intera capigliatura aderisca alla carta cellophane. Coprite il capo con un berretto di lana, per tenerlo al caldo. In alternativa, stendetevi sotto il sole (in Estate) o vicino al radiatore (in Inverno).

!RIMUOVETE TUTTO IN CASO DI MAL DI TESTA! I capelli acquistano un peso non indifferente con la pasta di henné e sottoporre il capo ad una costante mole umida, effettivamente non va bene. Abbiate l’accortezza infine di non tendere eccessivamente la carta cellophane attorno al capo, perché la costrizione é causa diretta di dolori pulsanti alla testa.

I metalli

Perchè è sconsigliato mettere a contatto strumenti metallici ed hennè? Ne è sconsigliato l’uso solamente in presenza di hennè di dubbia provenienza e di cui siano poco chiari gli ingredienti utilizzati. Alcuni hennè a buon mercato potrebbero contenere componenti metallici al loro interno, o più comunemente, ossidi ferrosi o picramato (un colorante sintetico sicuro su pelle e capelli, ma molto inquinante). Un hennè privo di addititivi/rinforzanti si riconosce dal color verde brillante della polvere e dalla lenta ossidazione (hennè col picramato, invece, rilasciano colore nel momento stesso in cui vengono a contatto con l’acqua di preparazione). Le posate in metallo potrebbero creare reazioni indesiderate a contatto con la pasta di hennè umida. Con gli hennè da noi testati, questo problema non sussiste, anzi, molto spesso utilizzo un cucchiaio in argento per mescolare la pappa di henna. L’argento tra l’altro, è un potente antibatterico.

L’hennè puzza? 

L’hennè ahimè puzza terribilmente di erba lasciata marcire e purtroppo, è un odore molto persistente che ancora non ho imparato a camuffare, per la “gioia” di chi mi sta accanto. Ecobiogirl Stefania sembra aver trovato la pace con il profumo per capelli organico di Sezione Aurea (uscito da pochissimo). Vedrò di provarlo.

L’hennè inoltre secca un po’ le lunghezze. Mi correggo: più che seccarle direi che le irrobustisce, le irrigidisce e per questo, faccio seguire sempre una buona dose di balsamo.

Colore su colore

L’hennè stratifica, non penetra il fusto, bensì lo avvolge in un film pigmentato e protettivo. Spesso le amiche mi domandano incuriosite che colore otterrebbero se si hennassero. La risposta che dò loro è sempre la stessa: non si può sapere, dipende da molti fattori, primo dei quali il colore di partenza del capello e il suo grado di porosità.

Un capello decolorato, sottoposto ad hennè, diverrà rosso carota. Un capello scuro non subirà evidenti cambiamenti, solo bei riflessi visibili solo alla luce diretta del sole.

Un capello poroso (permeabile, fragile, depresso, sottile, caratterizzato da numerosi spazi vuoti) è un capello assetato come una spugna asciutta; è in grado di inglobare molta materia. Il capello poroso impiegherà poco tempo a tingersi di rosso e beneficerà straordinariamente dell’hennè, aumentando il suo volume fino a 3 volte!

L’hennè copre egregiamente i capelli bianchi che assumeranno una nuance particolare, quella color carota-rame, molto calda. A meno che non si ami questo eccentrico colore, il passo successivo da compiere sarà quello di eseguire una seconda tinta, il giorno seguente, questa volta a base di Indigo (nero) puro o inserito in un mix di erbe scurenti come quelle proposte da Khadi. Alcune erbe scurenti sono: nagar motha, Katam, mallo di noce. Secondo la mia personale esperienza, anche la Shikakai (erba detergente usata al posto dello shampoo) ha elevato potere scurente, tanto da coprire i riflessi rossi dell’hennè, ed è per questo che ne ho interrotto l’uso. Sono affezionata ai miei riflessi!

Capelli decolorati o tinti

Anche qui posso riportare la mia esperienza diretta. In passato applicai un henna rinforzato (con ossidi ferrosi e chissà cos’altro…) sopra a meches decolorate. Il risultato fu disastroso: riflessi verdogonoli da paura! Utilizzando un henna PURO non c’è possibilità di incorrere in simili disastri. Come, per i capelli bianchi, quelli decolorati assumeranno sfumature molto chiare, quasi fluo.

Altra questione: il tempo di posa

Io tengo in posa due ore la pasta di hennè e ritengo essere un tempo più che sufficiente a far aderire il colore completamente. In passato solevo attendere anche 8 ore, o tutta la notte. Il risultato non cambiava minimamente. In compenso mi ritrovavo con raffreddore, mal di testa e torcicollo. Non sottovalutiamo la scomodità dell’hennè nella preparazione nella stesura e nella posa. L’hennè non fa per chi va di fretta e nemmeno per chi soffre di dolori articolari nè per chi non ama sporcarsi. L’hennè è affascinante, dà soddisfazioni, ma è pur sempre un lavoro sporco e tedioso, diciamocelo!

Ossidazione sì o no?

Anche questo è un grande dilemma. Senza troppi giri di parole, vi dico che tutto dipende dalla temperatura dei fluidi che utilizziamo nella preparazione della pappa: acqua tiepido/fredda richiede lungo tempo di riposo; acqua bollente non richiede tempo di riposo, anzi, in questo caso, la pasta va applicata nell’immediato. La spiegazione è semplice: l’hennè necessita di calore per sprigionare i pigmenti. A temperatura ambiente, in un determinato lasso di tempo, la pasta umida comincerà un processo lento di fermentazione e la fermentazione produce calore naturalmente. In alternativa, si può velocizzare questo processo, addizionando appunto liquidi caldi. La reazione di rilascio del colore sarà quasi istantanea.

Colore caldo o freddo? 

Grande issue è questo! Come anticipavo all’inizio, il risultato dipende dal colore di base. Per quanto mi riguarda, non esiste hennè caldo o freddo. Esistono certamente piante di diversa provenienza, polveri più concentrate, ma questo non incide minimamente nella performance. Il colore finale risulterà caldo ramato o freddo ciliegioso a seconda che ci si trovi di fronte ad una chioma chiara nordica od una scura mediterranea (le sfumature intermedie sono un mondo bellissimo tutto da esplorare). Una chioma bionda non diverrà violacea neppure dopo anni di hennè! Viceversa una chioma bruna non potrà mai ambire a riflessi veramente caldi.

Io di base sono castano medio-chiaro. Le mie prime hennate mi hanno regalato un bel ramato elegante. Col passare degli anni, il colore si è scurito divenendo inesorabilmente più simile ad un prugna. All’ombra, appaio nera, ad esempio!

L’hennè scurisce e si raffredda, applicazione dopo applicazione. Non c’è via di scampo! Un trucco per rallentare questo corso, è quello di ritoccare di volta in volta, solo le radici, risparmiando le lunghezze.

Capello da lavare o pulito?

Ho provato entrambe le soluzioni e ancora una volta, nessuna differenza. Applicare l’henna a capello asciutto rende le cose più facili e previene il rischio di annacquare oltremodo la pastella, con tanto di sgocciolamento.

Stressare la pasta di henna facendole subire estremi sbalzi di temperatura (vedi congelamento/scongelamento)?

Secondo la mia personalissima esperienza, è inutile. Secondo alcune scuole, l’hennè portato a basse temperature subirebbe dei gravi scompensi molecolari, ragion per cui andrebbe poi a rilasciare maggior pigmento. Gli anni scorsi, in fase di esperimenti, ho tentato anche questa strada che non ha portato a nulla di buono: pasta resa acquosa dallo scioglimento dei cristalli di ghiaccio formatisi in freezer. Nessun beneficio pervenuto in termini di intensità di colore, anzi… Sconsiglio vivamente!

I grassi impermeabilizzano l’hennè?

Al contrario, oli e burri agiscono da veicolanti del colore! Amici indiani mi raccomandano sempre di aggiungere un cucchaio di olio vegetale a scelta nella pappa, per renderla cremosa, per far attecchire al meglio il colore al fusto del capello, nonchè per preservarne elasticità e setosità. Uso più di frequente olio di lino, di cocco o di avocado, ovvero i migliori amici dei capelli, di facile reperibilità ed economici.


*L’olio di lino è ricchissimo in omega 3, ed io lo assumo quotidianamente nella dose di un cucchiaio da tavola, dopo colazione (i lipidi vengono assorbiti dall’organismo ottimamante a stomaco pieno). L’olio di lino, per via interna, mi aiuta a mantenere una chioma sempre soffice e luminosa. L’olio di semi di lino è inoltre un potente fluidificante del sangue, abbassa la pressione arteriosa, è antitumorale, regola le funzioni intestinali e supporta la donna nel suo periodo rosa (contrasta i classici dolori addominali) grazie all’elevato contenuto in fitoestrogeni.

Tutte a comprare l’olio di lino! Vi raccomando che sia biologico, spremuto a freddo e conservato nel reparto frigo del vostro supermercato di fiducia. Io lo acquisto presso catene Biosapori, Cuorebio, Naturasì.


Poo, no-poo? 

Lo shampoo si può tranquillamente fare dopo il trattamento con henna! Concordo con quello che si legge a proposito di sublimazione del colore a contatto con l’aria ecc Il colore, cioè, i giorni seguenti l’applicazione, compie una trasformazione, si intensifica e satura. Il capello, potrà quindi presentarsi più cupo trascorsi due giorni dalla tinta. Nonostante ciò, non sono assolutamente d’accordo sul fatto che lo shampoo possa interferire negativamente sull’esito di questo processo, addirittura impedirne il compimento!

Lo shampoo, al contrario, è utilissimo, perchè serve ad eliminare accuratamente i residui di hennè dal cuoio capelluto e quelli àncorati sui capelli. La “fanghiglia” rimasta impigliata, soffoca la cute, appesantisce il capello facendolo cadere ed è causa di pruriti e irritazioni. Per quanto l’hennè sia un toccasana per le nostre chiome, un suo uso sconsiderato può essere deleterio, come quello di ignorare una sana operazione di lavaggio. Vi consiglio di utilizzare uno shampoo delicato, biologico, ovviamente privo di siliconi.

*Non avrei voluto nominarli, ma lo faccio ugualmente: vi esorto ad abbandonare subito i siliconi e di prestare attenzione ai prodotti di cosmesi che comprate. Non sono tutti uguali! Detto ciò, mi tocca sfatare un altro mito, quello che i siliconi, come i grassi, ostacolerebbero la buona riuscita dell’hennè. Ho avuto l’occasione di usare shampoo a base di siliconi (in situazioni di emergenza) prima di hennarmi, e questo non ha influito per niente nella presa del colore. Con questo, chiarisco, non voglio far apparire “più buoni” i siliconi, CERTO CHE NO! Intendo semplicemente riportare quella che è la mia esperienza in fatto di hennè, in maniera limpida e spontanea.

Concludo annoverando le virtù dell’hennè: purifica il cuoio capelluto, combatte forfora e dermatiti, rafforza e fa risplendere la chioma. E’ ideale per chi cerca un alternativa naturale alle tinte chimiche, per chi ha la pelle sensibile e reattiva. No adatto a chi non ama i riflessi rossastri che spuntano fuori immancabilmente, a prescindere che si sia fatto ricorso ad un secondo strato di indigo, o di mix castani. L’hennè è per la vita, o quantomeno, per quella del capello.

Vi lascio con le foto della mia chioma pazza nel corso degli ultimi anni.

Queste, invece, le foto della mia recentissima hennata. Come vedete, il colore appare diverso, a seconda della luce.

 


 

Alessandra – La mia esperienza

Eccomi!
Come immaginerete, anche io come le mie tre compagne di viaggio utilizzo molto spesso henné.

Premettendo che io parto gia’ da una base castano/ mogano. Adoro da sempre queste erbette proprio perche’ essendo principalmente riflessanti accentuano maggiormente il mio colore naturale, rafforzano nel contempo, con il loro uso costante, la fibra del capello che risulta quindi piu’ forte, sano e lucido.

Alterno l’henne venduto nella mia erboristeria (che ha una punta di prugna) quando voglio un colore piu’ freddo e carico, e quello della marca khadi se, invece, desidero un risultato piu’ delicato e piu’ tendente al ramato.

Ho amato alla follia le erbette khadi fino a poco tempo fa, quando ancora i capelli bianchi dei miei 40 anni si nascondevano meglio.
Purtroppo l’ultima volta che le ho usate, non hanno soddisfatto pienamente le mie esigenze e quindi credo che continuero’ con l’henna che acquisto in erboristeria oppure potrei provare le marche suggerite da Flavia Vanessa e Stefania.

Io non essendo una spignattatrice top al contrario delle mie super amiche, non creo pastelle elaborate, ma aggiungo agli 80g di prodotto (ho i capelli corti) karkadé o vino rosso per esaltare la tonalita’, o aceto per fissare meglio il colore. Applico a capello asciutto e pulito, creo il mio turbante di pellicola e lascio agire dalle 3 alle 4 ore.

I miei capelli sono sottili, ma tanti e molto mossi e succede che ad ogni impacco di henne, mi ritrovo a brontolare un po’ per la momentanea secchezza dei capelli (si perche’ voi dovete sapere che non uso nessun tipo di balsamo o prodotti simili per evitare di ritrovarmi con i capelli elettrici per giorni e giorni) ma gia’ dal giorno successivo l’applicazione, il colore risulta man mano piu’ pieno e per me molto esauriente!


Non esitate a rivolgerci domande o dubbi.

Presto, arriverà anche un articolo approfondito sulle erbe indiane non tintorie che apportano mille benefici, senza intaccare il vostro colore naturale.

Un caro saluto

 

 

ecobiogirls

2 Commenti su IT’S MY HENNA STYLE. Tutte pazze per l’henné

  1. I have been absent for a while, but now I remember why I used to love this website. Thanks, I’ll try and check back more frequently. How frequently you update your site?

  2. I’m curious to find out what blog system you are utilizing? I’m experiencing some minor security issues with my latest blog and I would like to find something more safe. Do you have any suggestions?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo articolo ti é stato utile?